Sezione 05 · Architettura religiosa
Architettura religiosa nella terraferma veneta
Pievi, campanili e gusto gotico veneziano nelle chiese di terraferma: le forme ricorrenti dell’edilizia religiosa tra Padova e Treviso e come si datano.
- La redazione di Canne e Pietra
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La chiesa arcipretale di Trebaseleghe presenta un pronao a sesto acuto, un rosone in facciata e capitelli romanico-bizantini, con un campanile iniziato nel 1588. Le fonti qui raccolte descrivono questo edificio e non altri: il confronto con le chiese vicine resta da costruire.
Il gotico veneziano fuori Venezia
Il gusto gotico veneziano non si ferma alla laguna: passa in terraferma e ricompare, semplificato, in edifici molto più tardi. Un rosone e un arco a sesto acuto in una chiesa cominciata nel Novecento non sono un falso storico, sono una scelta stilistica dichiarata, e vanno letti come tali.
Datare senza inventare
Una forma non è una data. Un campanile del Cinquecento e una facciata neogotica possono stare a dieci metri l’uno dall’altra. Questa rivista riporta le date quando una fonte le stabilisce, e dice «non documentato» quando nessuna fonte lo fa.
In questa sezione
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Il gusto gotico veneziano fuori dalla laguna
Archi a sesto acuto, rosoni e capitelli romanici convivono in una chiesa del Novecento: come leggere il gotico veneziano di Trebaseleghe senza attribuirgli un’età che non ha.
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Pievi e campanili della terraferma veneta
Che cosa sia una pieve lo dice una bolla del 1152; come si data un campanile lo mostrano due pagine archiviate che danno della stessa chiesa due date diverse, e non le spiegano.
Ogni articolo di questa sezione rimanda alla scheda della disposizione fonica, che è la scheda di riferimento della rivista, e due sezioni vicine la prolungano: Organo Tamburini e Chiesa arcipretale.