Sezione 06 · Fonti e metodo
Fonti e metodo: dove si verifica un dato di patrimonio
Inventari pubblici, schede diocesane, cataloghi ministeriali e archivi digitali: dove si controlla un dato di patrimonio, e che fare quando le fonti divergono.
- La redazione di Canne e Pietra
- 2 articoli
Un sito di patrimonio vale quanto le sue fonti. Questa sezione elenca i repertori pubblici realmente consultabili sul patrimonio religioso italiano e mostra il procedimento che questa rivista applica quando due documenti dicono cose diverse.
I repertori esistono e sono pubblici
Il catalogo generale dei beni culturali e le schede degli edifici di culto della Conferenza Episcopale Italiana sono accessibili a chiunque. Nessuna di queste fonti è esaustiva, tutte sono citabili, e una scheda che non rimanda a nessuna di esse resta un’affermazione.
Quando le fonti non concordano
Capita spesso, e su dati apparentemente semplici: il numero dei registri di un organo, l’anno di una consacrazione, l’autore di una pala. La regola di questa rivista è di dichiarare la divergenza, indicare le due fonti e la loro data, e non scegliere in silenzio. Un dato riportato senza la sua incertezza è un dato peggiore di quello che non c’era.
In questa sezione
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Dove si verifica un dato di patrimonio religioso
Un dato di patrimonio religioso si verifica sul documento che l’ente ha datato: la scheda dell’organo archiviata il 27 marzo 2014 conta 72 registri, la pagina web ferma al 18 gennaio 2013 ne indicava 58.
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Quando le fonti non concordano: il caso dei registri
Lo stesso organo Tamburini di Trebaseleghe conta 58 registri nel 2013, 72 nella scheda del 2014 e 76 nella scheda di Wikibooks: tre cifre per uno strumento, e un metodo per non sceglierne nessuna.
Ogni articolo di questa sezione rimanda alla scheda della disposizione fonica, che è la scheda di riferimento della rivista, e due sezioni vicine la prolungano: Organo Tamburini e Chiesa arcipretale.