Organaria veneta
Meccanica, pneumatica, elettrica: tre modi di suonare
L’organo di Trebaseleghe ha attraversato le trasmissioni dell’organaria novecentesca: meccanica e pneumatica nel 1915, elettro-pneumatica negli anni Settanta, elettronica dal 2004. Le tappe, lette nelle fonti.
Nel marzo del 1915 la cattedrale di Treviso inaugurava un organo della ditta Giovanni Tamburini di Crema, con trasmissione meccanica per le tastiere e pneumatica tubolare: lo racconta la pagina «Organo» dell’ex-sito parrocchiale di Trebaseleghe, in versione archiviata il 18 gennaio 2013. Quello stesso strumento suona oggi nella chiesa arcipretale con una trasmissione elettronica. Fra le due date un organo ha cambiato tre volte il modo di collegare il tasto alla canna, e ogni cambio racconta un pezzo di storia dell’organaria italiana.
Che cosa accade fra il tasto e la canna?
Premuto un tasto, una valvola si apre e lascia entrare l’aria nelle canne del registro scelto. La trasmissione è l’insieme degli organi che porta questo comando dalla tastiera al somiere. Meccanica, il comando viaggia lungo aste e leve, dal tasto alla valvola, senza intermediari. Pneumatica tubolare, viaggia come aria in pressione dentro tubi di piccolo diametro. Elettronica, il tasto chiude un contatto e il comando arriva al somiere come segnale codificato su conduttori. Tre soluzioni dello stesso problema, e lo strumento giunto a Trebaseleghe le ha attraversate tutte e tre.
Nato meccanico nell’abside della cattedrale
La pagina archiviata descrive lo strumento alla nascita: costruito nel 1914 e collocato nell’abside della cattedrale di Treviso, tre manuali, 42 registri dei quali 32 ai manuali e 10 al pedale, somieri pneumatici a doppio scomparto, centotrenta quintali di peso, consolle in noce con le staffe per il crescendo e per la cassa espressiva. Il vento era affidato a un motore elettrico da 5 cavalli, capace di circa 40 metri cubi d’aria al minuto a due pressioni. La formula della pagina sulla trasmissione, «meccanico per le tastiere, pneumatico e tubolare», non precisa a quali altri comandi provvedesse la parte pneumatica. La scheda dedicata allo strumento su Wikibooks, letta il 5 settembre 2026, indica l’anno 1915 e il numero d’opus 66; la pagina parrocchiale distingue l’anno di costruzione, il 1914, dal giorno dell’inaugurazione, il 18 marzo 1915.
Perché trasformarlo all’inizio degli anni Settanta?
Le fonti dicono che cosa fu fatto, non perché. Un restauro generale della Tamburini trasformò lo strumento in elettro-pneumatico, aggiunse un corpo fonico nuovo, chiamato «positivo aperto», e portò i registri da 42 a 51; la scheda di Wikibooks data l’intervento al 1970 e lo chiama restauro e ampliamento. Il motivo della trasformazione non è pubblicato: la pagina archiviata elenca le opere, tace le ragioni. L’esito tecnico, quello sì, si legge nei nomi: da quel momento un contatto elettrico comandava le valvole, e il vento cessò di essere l’unico messaggero fra il tasto e la canna.
Dal vento al segnale: il cantiere del 2002-2004
Fra il 2002 e il 2003 lo strumento ha cambiato chiesa: smontato dalla cattedrale di Treviso e trasferito nella chiesa arcipretale, fu restaurato dalla ditta Bonato di Verona con l’approvazione della Soprintendenza per il patrimonio storico e artistico di Venezia, e inaugurato e benedetto il 12 aprile 2004. In quel cantiere la trasmissione divenne elettronica e seriale, con la pressione del vento riportata tra 72 e 200 millimetri, com’era alle origini. La consolle rimase quella del 1914, in noce massiccio, con il prospetto di tipo «ceciliano» e i cinque pannelli commemorativi con iscrizioni latine. La scheda di Wikibooks fotografa la condizione attuale: corpo a pavimento nell’abside, alle spalle dell’altare maggiore, consolle mobile in presbiterio, tre tastiere di 61 note dal Do1 al Do6, pedaliera concava di 32 note dal Do1 al Sol3.
Quanti registri conta lo strumento?
Qui le fonti divergono, e conviene darle tutte. La pagina «Organo» archiviata nel gennaio 2013 conta 58 registri su tre manuali e pedale; la scheda tecnica dello strumento, archiviata il 27 marzo 2014, ne numera 72; la scheda di Wikibooks, letta il 5 settembre 2026, ne dichiara 76. Il conteggio varia secondo che si contino o no le unioni, i tremoli e i registri derivati, e nessuna delle tre fonti espone il proprio criterio: quando le fonti non concordano non resta che dare le cifre con le loro date, senza sceglierne una. Sul numero delle canne, invece, le due fonti parrocchiali convergono su 4026, mentre la scheda di Wikibooks lascia il campo senza risposta. Un’altra discordanza riguarda perfino la data dell’arrivo: la pagina «La chiesa», archiviata il 14 maggio 2008, scriveva che l’organo svolgeva il suo lavoro dal 1968, dopo lavori di migliorie del 1939; le fonti del 2013 e del 2014 datano il trasferimento al 2002-2003 e l’inaugurazione al 12 aprile 2004. La pagina del 2008 non era stata aggiornata, e lo dichiara da sola la sua data.
Le tre età della trasmissione, messe a confronto:
| Momento | Trasmissione | Registri | Fonte e data di lettura |
|---|---|---|---|
| 1914-1915, cattedrale di Treviso, Tamburini | meccanica per le tastiere, pneumatica tubolare | 42 | pagina «Organo», archiviata il 18 gennaio 2013 |
| Anni Settanta (1970 per Wikibooks), restauro Tamburini | elettro-pneumatica | 51 | pagina «Organo», 2013; scheda Wikibooks, 2026 |
| 2002-2004, Bonato di Verona, Trebaseleghe | elettronica, seriale | 58, 72 o 76 | pagina «Organo», 2013; scheda tecnica, 27 marzo 2014; Wikibooks, letta il 5 settembre 2026 |
Che cosa si vede, e che cosa si può contare
Davanti allo strumento la trasmissione non si vede, ma se ne vedono gli effetti: la consolle mobile ferma in presbiterio, il corpo fermo nell’abside, in parte coperto dalla pala a tempera attribuita ad Andrea da Murano. Ogni nome della disposizione, dalla Voce umana del positivo aperto alle due Tube mirabilis del grand’organo, corrisponde a una fila precisa di canne, e imparare a leggere una disposizione fonica significa proprio questo: passare dai nomi alle file. Chi vuole provarci con lo strumento di Trebaseleghe può aprire due schede, quella di Wikibooks e la pagina «Organo» archiviata, metterle una accanto all’altra e cercare dove nasce la divergenza dei registri: se nei tremoli, se nelle unioni, se nei registri derivati.