PELLEGRINAGGIO PER GIOVANI A...
SANTIAGO DE COMPOSTELA

10-22 agosto '08

«Che cos’è la nostra vita? Il cammino di un viandante: appena ha raggiunto un certo luogo gli si aprono le porte, abbandona gli abiti da viaggio e il bastone da pellegrino ed entra in casa sua.»

Giovanni da Kronstadt (1828-1908)

 

SANTIAGO... PERCHÉ??


Rabanal del camino, agosto 2004: siamo a circa 200 km da Santiago. Siamo stati a Barcellona, Madrid, Valladolid, Burgos, Avila e Leon ed è un pellegrinaggio giovani atipico, perché siamo in corriera e forse abbiamo fatto più turismo che altro. Quel giorno, mi ricordo, pioveva e, indossato il poncho, finalmente iniziamo a camminare, a faticare, a metterci dentro il camino e ci dirigiamo verso la cruz de ferro. Il mio stupore è la marea di gente che si incontra nel silenzio, quella conchiglia (la concha) appesa fuori, il bastone a ritmare e sostenere il passo. Molti arrivano da Roncisvalle e hanno sulle gambe quasi 550 km. Con gli italiani che trovo scambio due parole e in mezzo ai racconti sulle vesciche vedo nei loro occhi una luce particolare che mi incuriosisce. All’inizio li guardavo come "marziani" e pensavo tra me: "Perché lo fanno? Che cosa avrà San Giacomo di così magico da attirare ogni anno migliaia e migliaia di persone?".
L’acqua inizia ad entrarmi nelle scarpe emi gocciola dal naso ma rimango rapito dal paesaggio, dalle colline, dal verde e dal brullo che convivono insieme e dalle tante persone di tutte le età e paesi che mi sfilano accanto. E i pensieri si perdono ancora... è sport, è sfida con se stessi, è fede, o ancora è la tradizione della Chiesa che per 2000 anni ha sempre visto nel pellegrinaggio una via di purificazione e crescita della propria fede. Recarsi al Santo Sepolcro, alle tombe degli apostoli o dei magi e con gli anni poi pure ai santuari mariani ha sempre avuto per la fede cattolica un valore inestimabile. Solo la fatica, l’essenzialità, il silenzio in certi momenti possono far luce, riescono a dirti chi sei e chi è veramente Gesù per la tua vita. Quella luce dei loro occhi mi bussa dentro e mi lascia ancora inquieto. Dopo due giorni, usando ancora il pullman, ero alla cattedrale di Santiago ma sentivo che avevo barato con me stesso, che mi mancava qualcosa, che non ero sufficientemente preparato all’appuntamento. Da lì è nata la promessa: "Ritornerò e non per fare 25-30 km a piedi, ma molto di più"!. Non è però solo un desiderio personale da esaudire o un voto; lo propongo anche perché amici di Treba me lo hanno chiesto e lo sentono un esperienza bella e valida che può servire alla loro vita. È una sfida-proposta che lancio ai giovani, un percorso a piedi di 130 km circa per riscoprire se stessi, per crescere nella fede, per pregare alla tomba di un apostolo. Ci vediamo a Santiago. Ultreya e Suseya!

don Fabio

UN PO' DI STORIA E DI CURIOSITÀ SU...


SAN GIACOMO

Da quando, all’inizio del IX secolo, si è diffusa la notizia della scoperta della tomba di San Giacomo il maggiore, la peregrinazione verso Santiago de Compostela non si è mai interrotta. La storia – e in parte la tradizione e la leggenda – di Santiago de Compostela affondano le radici nell’epoca apostolica: dopo la morte e la resurrezione di Gesù infatti gli apostoli che l’hanno seguito si disperdono ad annunciare il Vangelo sino ai “confini della terra”. Secondo la tradizione, l’apostolo Giacomo il maggiore arriva nella penisola iberica, attraversa l’Andalusia e giunge fino alla remota, celtica Galizia. Ritornato in Palestina muore martire, primo tra gli apostoli, decapitato nel 42 o nel 44 d. C., la data non è certa, da Erode Agrippa. I suoi discepoli, Teodoro e Anastasio, ne trafugano il corpo, lo trasportano su una barca (la leggenda dice guidata da un angelo) nuovamente in Galizia, fino ad Iria Flavia, il porto romano più importante della zona, per poi seppellirlo nel vicino bosco “liberum Donum”, presso il quale erigono un altare su un arca marmorea. Così il corpo dell’apostolo torna nelle terre che lo avevano visto all’opera come comunicatore del Vangelo. Passano i secoli, durante i quali, anche a causa di persecuzioni e proibizioni di visitare il luogo, la tomba viene dimenticata e se ne perdono le tracce. Intanto all’inizio dell’VIII secolo, gli arabi (berberi) invadono la penisola iberica, conquistandola quasi tutta nel nome di Allah e minacciando il resto dell’Europa: all’epoca sembrano inarrestabili…. In questa raltà geopolitica confusa, intorno all’anno 813, nella remota e dimenticata Gaellcia (Galizia) l’eremita e pastore Pelayo comincia a vedere ogni notte, sul monte Libradòn, delle misteriose luci sul tumulo di un campo (da questo forse deriva il nome Compostela, Campus Stellae). Gli appare quindi in sogno l’apostolo Giacomo che lo invita a scavare lì per riportare alla luce il suo sepolcro. Pelayo informa Teodomiro, vescovo di Iria Flavia, che da ordine di cercare sul monte; durante i lavori viene alla luce un’ arca di marmo nella quale si trovano i resti di un uomo decapitato. Si grida al miracolo e la notizia della scoperta della tomba di san Giacomo comincia a diffondersi. Alfonso II, re delle Asturie e della Galizia informa del ritrovamento Papa Leone III, Carlo Magno ed altri importanti personaggi dell’epoca, e fa erigere una prima Chiesa sopra il sepolcro, intorno alla quale si sviluppa un piccolo borgo. Sono gli albori di Santiago (San Giacomo in spagnolo) de Compostela, la terza città santa della cristianità, dopo Gerusalemme e Roma; e inizia il pellegrinaggio che da tutta l’Europa cristiana porta nei secoli sempre più numerose folle alla tomba dell’apostolo. (tratto da A. Curatolo - M. Giovanzana, Guida al cammini di Santiago de Compostela, Terredimezzo Editore 2004)


LA CONCHIGLIA DI SAN GIACOMO (CONCHA)

Il simbolo che si incontra più frequentemente durante il cammino di Santiago è la concha, che in Italia chiamiamo pettine di San Giacomo o capasanta (cioè “mantello del santo”). I pellegrini medioevali, dopo essere giunti a Santiago proseguivano e aver reso omaggio alla tomba del Santo, proseguivano per finis terrae, oggi Fisterra o Finisterre, sulla costa atlantica. Qui terminavano le terre conosciute e i pellegrini si trovavano di fronte all’ignoto: a testimonianza del completamento del pellegrinaggio, oltre ai riti di purificazione, raccoglievano sulla spiaggia queste conchiglie, legando le più piccole ad un bastoncino di legno per farne cucchiai e usando le più grandi come tazze per bere. (tratto da F. Cosi - A. Repossi, Il bastone e la conchiglia, Ancora 2007, pag. 68)

"ULTREYA" E “SUSEYA”

È il ritornello-augurio-incitamento dell'inno medievale (tuttora in uso) dei pellegrini verso Compostela. Con questo motto ci si può riconoscere e far riconoscere lungo il percorso. Un in bocca al lupo che si fa a tutti coloro che intraprendono il cammino di Santiago è Ultreya, che deriva dal latino e vuol dire "sempre più avanti". Un altro saluto è suseya, che significa "sempre più in alto".

QUANDO E COME?


Dal 10 al 22 agosto 2008.
In aereo (da Venezia ad A Coruña e da A Coruña a Venezia, con scalo a Barcellona sia all'andata che al ritorno) e in autobus.

PER CHI?


L'esperienza è aperta a tutti i giovani maggiorenni (dalla classe 1989 in su) e la quota di partecipazione si aggira indicativamente intorno ai 300-320 € comprensiva di viaggio, vitto-alloggio, assicurazione e credencial.

Non temere se la tua fede non è un granché... basta un po' di disponibilità a mettersi in gioco!!!
Ti è venuta voglia di venirci??? Sììì???
Bene!!! Ti aspettiamo alla riunione informativa sull'esperienza: mercoledì 28 novembre p.v. alle h. 20.45 in Centro Giovanile.

In ogni caso puoi contattare direttamente don Fabio, in Canonica (tel. 049 9385064) o via mail (fabio.baracco@libero.it).

MODALITÀ DI ISCRIZIONE

 

Per partecipare dovrai compilare in tutte le sue parti la scheda di iscrizione scaricabile nel Sito -copie in cartaceo sono disponibili in Chiesa e in Canonica- e consegnarla, insieme a una fotocopia di documento d'identità valido per l'espatrio e alla caparra di 150 € a don Fabio, in Canonica.
Le iscrizioni saranno aperte fino al 23 dicembre 2007.

Scarica qui la scheda d'iscrizione

 

DOCUMENTI NECESSARI


È necessario avere con sé carta d'identità valida per l'espatrio o passaporto e tessera sanitaria europea; e poi… scarica qui l’equipaggiamento e il materiale formativo!!

Equipaggiamento Santiago '08

 

LINKS UTILI


www.pellegrinando.it
www.elcaminoasantiago.com

GUIDE


- P. Asolan, "A Santiago - Diario di un prete sul 'camino' ", Marietti Editore, 2006
- M. Cardoni, “Sulla strada di Santiago”, Edizioni San Paolo, 2004
- F. Cosi - A. Repossi, “Il bastone e la conchiglia”, Ancora Editrice, 2007
- A. Curatolo - M. Giovanzana, "Guida al Cammino di Santiago de Compostela", Terredimezzo Editore, 2004
- AA. VV., "Il Cammino di Santiago - Dai Pirenei a Puente la Reina per Santiago de Compostela", Touring Club Italiano, 2007





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