LA CHIESA

Cenni storici

La posa della prima pietra avvenne il 27 di­cembre 1914, ma i lavori si dovettero interrompere con lo scoppio della prima guerra mondiale (1915­-1918), allorché i muri perimetrali si trovavano a soli tre metri dal suolo. Seguirono i disagi della guerra, l'epidemia così detta "spagnola" che solo nel 1918 mieté oltre 120 vittime. Tornarono i tempi migliori e i lavori ripresero nel 1922. La Giunta Municipale cedette gratuitamente, all'unanimità, il terreno per l'ampliamento della svolta stradale sulla Castellana, onde favorire il completamento del disegno originale per quanto riguardava la facciata principale dell'edificio sacro. I parrocchiani contribuirono, a gara, a turno, nell'intervenire come manovali, oltre che per il trasporto di materiale. Il 27 dicembre 1927, in occasione della rico­renza del 25° di sacerdozio dell' Arciprete, il transetto fu inaugurato con la benedizione del Vescovo. Erano già terminati i lavori della cripta, compiuta la nuova sacrestia, e a buon punto l'abside. Tutta la parte muraria della fabbrica era completa nel 1931, a diciassette anni esatti dalla posa della prima pietra. Don Reginato faceva porre sul muro della cappella contigua alla cripta una pietra viva, con incise le parole: "Trium Basilicarum minima": inno di ringraziamento a Dio e manifestazione di legittima soddisfazione.

Interno della chiesa

Varcata la soglia, apparè nella sua maestà solenne l'impianto basilicale, a croce latina, con tre ampie navate. La copertura è a capriate lignee (e in parte a carena di nave, nel tratto di raccordo soffitto-pareti) e a cassettoni pure di legno. 14 colonne monolitiche di marmo rosso di Verona suddividono la chiesa in navate e sostengono la fuga di archi a sesto acuto coronati da chiave di volta aggettante. Le pareti della navata centrale presentano un sobrio ornamento con affreschi di cornici, esuberanti festoni, pietre squadrate a vista e finti dentelli. Le volte degli archi intervallano fasce dipinte con i colori del marmo rosso e rosa. Il motivo viene ripetuto per le volte delle cappelle del transetto. Le pareti delle navate laterali sono tinteggiate con colori caldi che bene si addicono alla dovizia dei marmi del pavimento, dello zoccolo, della maestosa gradinata che immette all'altare maggiore e alla luce che abbondante piove dalle finestre monofore con vetro "cattedrale giallo" e dai rosoni a rulli colorati. Le colonne poggiano su basamenti quadrati e sono coronate da capitelli romanico-bizantini che, con il magnifico rosone della facciata, quelli del transetto e dell'altar maggiore, nonché con il pronao risolventesi a sesto acuto, riflettono il tipico gusto gotico veneziano, così diffuso nel Veneto. L'altare con il presbiterio, in seguito ai lavori di rifacimento e di ristrutturazione del 1966, è stato portato a contatto immediato del popolo, secondo le nuove norme liturgiche. Ne sofferse alquanto la purezza della pianta basilicale a croce latina, ma ne avvantaggiarono la praticità e la funzionalità rispetto alle mutate esigenze pastorali. Alla base della gradinata vi è lo stemma del comune di Trebaseleghe, alla quale segue un'ampia balaustra in ferro battuto, eseguita da Salvino Marsura. Ai fianchi della mestosa gradinata due rampe marmoree conducono alla Cripta.

L'organo e l'Altar Maggiore

L'altare è a doppia mensa: la mensa anteriore è sostenuta da quattro eleganti colonnine scanalate abbinate lateralmente e quattro paraste. Sul palioto un bassorilievo raffigura il pellicano nell'atto di nutrire i suoi piccoli con il proprio sangue, simbolo di Cristo che nell'Eucarestia nutre di sé i credenti. Per quanto riguarda l'organo, il primo venne posato nel 1725. Vari furono i lavori di restauro che si susseguirono fino a che, nel 1808, l'Arciprete Don Francesco Marcolioni decise di farlo sostituire viste le condizioni gravose dello strumento. Nel 1870 i capi famiglia nominarono una commissione che decidesse il da farsi per migliorare l'efficienza dell'organo, che venne inaugurato due anni dopo. Rimase al suo posto sopra la porta maggiore della vecchia chiesa fino al luglio del 1924, fino a quando, per la prosecuzione dei lavori della nuova Chiesa, venne rimosso e portato alla Parrocchiale di Fiumicello, dove si trova ancora oggi.

L'organo attuale è proporzionato alla grandiosità della Chiesa, e svolge il suo lavoro dal 1968, data di inagurazione dopo vari lavori di migliorie risalenti al 1939. A nascondere in parte il grande organo vi è la "Pala di San Francesco", di Andrea da Murano. E' un'opera a tempera eseguita probabilmente a cavallo tra il XV e il XVI sec. L'opera è strutturata in tre parti: nella parte più alta il Padre Eterno benedicente; più in basso tre scene divise in orizzontale (San Girolamo e San Cristoforo a sinistra, il Compianto di Maria e di San Giovanni sul Corpo di Cristo al centro, S. Antonio da Padova e San Nicola da Bari a destra). Infine la tavola centinata (di 2,27 metri quadrati), dove sono rappresentati gruppi di santi e angeli musici. Al di sotto ti tutto ciò vi è la cripta, alla quale vi si accede scendendo le gradinate ai lati dell'altar maggiore. Occupa tutta l'area sottostante il presbiterio ed è suddivisa in tre navate da due file di esili colonne di pietra bianca d'Istria, che sostengono il soffitto ad archi ribassati.

Il Battistero e la Pietà

A sinistra dell'altare vi è la Cappella del Battistero, l'unica parte della Chiesa risalente al 1300. Al centro di questa si trova la vasca di marmo, la cui cupola in rame lavorato a sbalzo, che è stata eseguita solamente di recente (1965), ha otto pannelli: quattro illustrano con simboli il Sacramento del Battesimo, mentre gli altri quattro la storia della parrocchia.

A destra invece, in una nicchia dedicata esclusivamente ad essa, vi è il "gruppo in legno della Pietà" dello scultore Sigifrido Demetz, migliorato poi nel 1948 dal Barbieri. L'opera, che originariamente era posta nella cripta, fu offerta da tutti i parrocchiani all'Arciprete D. Vittore Reginato il 27 dicembre 1927 in occasione del suo venticinquesimo di sacerdozio.



Approfondimento sull'organo Tamburini
Ipertesto Scuola Primaria di Trebaseleghe